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Come sbiancare i denti sensibili senza complicazioni?

Come sbiancare i denti sensibili senza fastidiosi effetti collaterali: cosa fare prima del trattamento sbiancante e quali prodotti usare

Oggi parleremo di come sbiancare i denti sensibili senza complicazioni: è davvero possibile limitare gli effetti collaterali dei trattamenti sbiancanti su una dentatura ipersensibile? Si tratta di un problema che affligge moltissime persone in tutto il modo, tanto che più di un individuo su sette si trova a dover fare i conti con questa fastidiosa patologia.

Sensibilità dentale: le cause

La sensibilità dentale può essere causata da diversi fattori, di tipo genetico o traumatico. Solitamente, chi soffre di sensibilità dentale,  possiede uno smalto assottigliato e indebolito, eroso o abraso, che ormai non protegge a dovere gli strati sottostanti, in particolare la dentina. Le cause più comuni dei denti sensibili sono le seguenti:

  • Spazzolamento aggressivo o effettuato con una tecnica errata, responsabile di andare ad abradere e assottigliare lo strato di smalto, facendo emergere la dentina sottostante;
  • Bruxismo notturno o diurno, ovvero l’abitudine viziata che porta a stringere e digrignare i denti, consumandoli a poco a poco;
  • Consumo di acidi eccessivo con l’alimentazione. Alcune bevande, cibi e prodotti alimentari, hanno la caratteristica di contenere quantità elevate di acido, sostanza in grado di erodere lo smalto dentale;
  • Presenza di carie o di vecchie otturazioni infiltrate.

Cosa fare prima di sbiancare i denti sensibili

Prima di sbiancare i denti sensibili, è buona norma adottare una serie di abitudini, atte a ripristinare a livelli normali il fenomeno della sensibilità.  Ci teniamo a specificare che si tratta di indicazioni mirate a limitare il fastidio generato dal contatto dei denti con sostanze calde e fredde, ma che non possono in alcun modo riparare abrasioni ed erosioni dello smalto. I rimedi per trattare l’ipersensibilità dentinale, da attuare dopo averne capito le cause, consistono in: 

  • Utilizzare un sistema di spazzolamento più delicato, preferibilmente con tecnica a rullo, coadiuvato dall’uso di spazzolini a setole morbide. Se si preferisce lo spazzolino elettrico, educarsi a un corretto utilizzo del dispositivo , inserendo apposite testine per denti sensibili;
  • Portare un bite per dormire, se ci si accorge di digrignare i denti la notte. Questo è un consiglio che vale indipendentemente dall’intento di sbiancare i denti;
  • Limitare l’assunzione di sostanze acide, come tè, caffè, vino, pomodori, limone e agrumi, bibite gassate. Questo, vale soprattutto nei dieci giorni che precedono l’inizio delle sedute di sbiancamento, durante tutto il trattamento e per alcuni giorni dopo la fine delle sedute;
  • Usare un dentifricio desensibilizzante, specifico per denti sensibili, per almeno tre volte al giorno. L’azione di questi prodotti, può essere amplificata mettendo un po’ di dentifricio sulle zone in cui si avvertono i maggiori fastidi, massaggiandolo e attendendo qualche minuto prima di lavare i denti;
  • Curare i processi cariogeni in corso e recarsi dal dentista per sistemare le vecchie otturazioni infiltrate.

Come sbiancare i denti sensibili: quali prodotti usare

Ma veniamo a noi: quali sono i migliori prodotti da usare per sbiancare i denti sensibili? In caso di problemi di sensibilità dentale, se proprio non si vuol rinunciare a esibire denti bianchi e un sorriso perfetto, bisogna avere l’accortezza di scegliere degli sbiancanti delicati nei confronti dello smalto.

Alcuni sbiancamenti, contengono infatti grosse concentrazioni di perossido di idrogeno o di carbammide (acqua ossigenata). L’applicazione di questi prodotti, seppur ben tollerata da chi possiede uno smalto integro e privo di sensibilità, sarebbe da evitare su tessuti dentali erosi, abrasi o ipersensibili al caldo e al freddo. Questo, poiché il contatto con il perossido in concentrazione elevata, potrebbe aumentare gli effetti collaterali post-sbiancamento dentale, aumentando il fenomeno della sensibilità dentale.

Miglior prodotto per sbiancare i denti sensibili

Per ovviare a questo problema, è possibile prendere in considerazione i moderni trattamenti sbiancanti con luce a led. Questi prodotti, sfruttando  una particolare luce blu, in grado di attivare e potenziare l’azione delle sostanze sbiancanti contenute nei gel in dotazione, possono “permettersi” di non includere tra gli ingredienti il perossido.

L’effetto sbiancante è comunque visibile, anche se non eccessivo (un bianco innaturale e troppo accentuato risulta del tutto finto e non è bello da vedere). Con  i kit sbiancanti a led, si può schiarire lo smalto fino a tre-quattro tonalità, ma soltanto con l’utilizzo costante e attenendosi scrupolosamente alle istruzioni. Secondo i test del nostro staff, uno degli sbiancamenti domiciliari più adatti ai denti sensibili, tra quelli già testati, è  Glam White Elite

Questo prodotto, permette di sbiancare i denti sensibili senza complicazioni, poiché li schiarisce di tre-quattro tonalità, senza dare fastidiosi effetti collaterali di sensibilità dentale. Se hai domande o vuoi saperne di più, scrivici nello spazio riservato ai commenti o via mail. Ti aiuteremo a sbiancare i denti senza rovinare lo smalto  e saremo felici di chiarire i tuoi dubbi in merito allo sbiancamento dentale.

 

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Spazzolino elettrico: qual è il migliore, come si usa e perché sceglierlo

Come si utilizza lo spazzolino da denti elettrico? Perché sceglierlo al posto di quello tradizionale? E quali sono i migliori spazzolini elettrici in commercio?

Parliamo di spazzolino elettrico: quali sono i migliori in commercio, come si usa e perché sceglierlo in sostituzione di quello tradizionale? Sappiamo tutti, che l’igiene orale è un’operazione davvero molto importante, al fine di mantenere un’ottima salute della bocca.

Sappiamo anche che, per ottenere dei risultati ottimali in termini di prevenzione della carie e di tutte le altre malattie dentali, la pulizia dei denti va ripetuta quotidianamente, per almeno tre volte al giorno.

Spazzolino elettrico migliore

Per alcuni pazienti, lavarsi i denti è semplice, per altri può risultare leggermente più complicato, a causa di una scarsa manualità o, talvolta, di veri e propri problemi articolari che impediscono di muovere lo spazzolino nel modo corretto. Anche in caso di bambini, soggetti solitamente un po’ restii a spazzolare i denti tre volte al giorno, l’igiene dentale diventa spesso una pratica scomoda e difficile da rispettare.

La soluzione, potrebbe essere proprio quella di acquistare uno spazzolino da denti elettrico. Si tratta di uno speciale spazzolino da denti che ha, alle estremità, una piccola testina rotante la quale, girando a diverse velocità, riesce a rimuovere efficacemente placca e batteri dalle superfici dentali.

Lo spazzolino elettrico funziona meglio di quello tradizionale perché, grazie alle sue mille oscillazioni, va a pulire a fondo denti e gengive, rendendo la procedura di igiene orale meno difficoltosa e, perché no, anche divertente!

Come si usa lo spazzolino elettrico

Ma, come si utilizza lo spazzolino elettrico? Usarlo è davvero semplice. In primo luogo bisogna scegliere, tra le tante testine a disposizione, quella più adatta alla propria bocca. Ne esistono infatti diversi tipi: dalle testine per denti sensibili a setole morbide, a quelle di piccole dimensioni per arcate ridotte, fino ad arrivare a quelle sbiancanti e lucidanti e alle testine specifiche per bambini. Una volta scelta la testina corretta, basta montarla sullo spazzolino elettrico, mettere una piccola quantità di dentifricio, accenderlo e iniziare l’operazione di pulizia:

  • Appoggiare delicatamente la testina dello spazzolino elettrico (acceso a bassa velocità) sulla superficie esterna dei denti (quella rivolta verso le guance), esattamente, in prossimità del bordo gengivale. Esercitando una pressione leggera, muovere delicatamente lo spazzolino verso la punta del dente.
  • Ripetere questo passaggio per tutti gli elementi dentari presenti nell’arcata, sia superiori che inferiori;
  • Effettuare la stessa operazione nella zona interna dei denti,  ovvero sulla superficie rivolta verso la lingua;
  • Aumentare la velocità della testina e andare a pulire tutte le superfici masticatorie (occlusali), passando lo spazzolino su ogni dente. Se necessario, per raggiungere i molari è possibile utilizzare testine di dimensioni più ridotte o “monociuffo“.

A questo punto, la pulizia dei denti può considerarsi completata. Dopo aver sciacquato bene la bocca, pulire la testina utilizzata, staccarla dallo spazzolino (a meno che non venga utilizzato da una sola persona) e riporla nell’apposita custodia, pronta per l’uso successivo.

I migliori spazzolini elettrici

I migliori spazzolini elettrici, sono senza dubbio quelli che, oltre ad oscillare, ruotano di 360° e danno la possibilità di selezionare la velocità. Sì, perché bisogna fare attenzione a distinguere lo spazzolino con testina rotante da quella oscillante: sono due cose totalmente diverse. Uno spazzolino elettrico di qualità, deve avere testine rotanti, oscillanti e pulsanti. Inoltre, uno spazzolino elettrico professionale dovrebbe avere le testine intercambiabili.

Di seguito, ecco quali sono i modelli più validi, secondo gli esperti del nostro team, acquistabili online da questi link , oppure nei grandi negozi di apparecchiature elettriche:

Poter disporre di testine pulenti intercambiabili, è molto importante a livello igienico e, soprattutto, rende questo strumento di pulizia utilizzabile da tutte la famiglia. Alcune tipologie, offrono dei porta spazzolini in plastica, delle custodie colorate o dei piccoli espositori (oltretutto belli da vedere), in cui riporre le diverse testine dopo l’uso. Un vero e proprio investimento quindi, che permetterà a tutti di avere un’igiene orale impeccabile in poche mosse.

Gli spazzolini elettrici migliori presenti in commercio, sono dotati di sensore di spazzolamento e indicatore di pressione, molto importante per impedire che l’utilizzatore eserciti una pressione eccessiva su denti e gengive. Se non controllata, la troppa pressione potrebbe infatti consumare lo smalto o creare fastidiose recessioni gengivali, proprio come accade con uno spazzolino manuale.

Inoltre, in alcuni modelli è possibile avere in dotazione anche un timer, che seguirà in tempo reale la nostra igiene orale, indicandoci quando è trascorso il tempo sufficiente. I vari modelli, si distinguono infine per durata delle batterie, che può avere un’autonomia fino a 12 giorni, senza necessità di dover essere ricaricata. Questo è molto importante, per chi viaggia, poiché non dovrà portare con sé tutto il kit di ricarica, ma soltanto lo spazzolino elettrico, riposto nella sua custodia.

Gli spazzolini elettrici Oral B, in assoluto i migliori, presentano tutte queste funzioni nella maggior parte dei modelli. Ma è possibile trovare anche altre marche con un buon rapporto qualità prezzo.

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Prodotti per sbiancare i denti

Sbiancare i denti senza rovinare lo smalto: è davvero possibile?

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Sbiancamento dei denti: cosa non fare dopo e quali cibi evitare

Vediamo insieme quali sono i cibi da evitare e cosa non fare dopo lo sbiancamento dei denti, per mantenere a lungo i risultati e non recare danni allo smalto

Hai appena fatto lo sbiancamento dei denti e sei pronto a sfoggiare una dentatura bianca e brillante, ma vuoi mantenere i risultati il più a lungo possibile? In questo articolo ti spiegheremo cosa non fare dopo un trattamento sbiancante dentale e quali sono i cibi e le bevande da evitare, per non compromettere il risultato.

Sbiancamento dei denti cosa non fare dopo

Sbiancare i denti, a casa o dal dentista, è oggigiorno una pratica utilizzabile quasi da tutti, che però richiede costanza e un investimento economico più o meno consistente. Per poter avere denti bianchi, senza rovinare lo smalto , è necessario  adottare alcuni accorgimenti, prima e dopo il trattamento, sia che si tratti di uno sbiancamento a led,  che di uno sbiancamento effettuato per mezzo di strisce o penne sbiancanti dentali.

In questo modo, eviterai fastidiosi problemi di sensibilità dentinale, oltre che lo spiacevole inconveniente di rimacchiare lo smalto in poco tempo.

Sbiancamento dei denti: cosa non fare dopo

Quali sono le azioni da evitare dopo lo sbiancamento dentale? In seguito al trattamento, sarà consigliabile non far venire lo smalto a contatto con determinate sostanze, soprattutto nelle due ore successive all’applicazione. Ecco cosa non fare:

  • Non fumare o masticare tabacco, per impedire allo smalto di rimacchiarsi in breve tempo;
  • Limitare l’assunzione di caffè e tè, in particolare del tè nero, trattandosi di sostanze fortemente pigmentate;
  • Non bere vino rosso, anch’esso particolarmente pigmentato, oltre che acido;
  • Evitare i succhi di frutta e le bevande molto acide e colorate, come la Coca-Cola;
  • Non trascurare l’igiene orale, lavando bene i denti almeno tre volte al giorno;
  • Non utilizzare un dentifricio troppo abrasivo,  ma sceglierne uno in grado di pulire lo smalto delicatamente;
  • Evitare di far venire i denti a contatto con sostanze ghiacciate o, al contrario, troppo calde;

Un piccolo trucco, per poter assumere senza problemi le bevande più pigmentate, è quello di bere utilizzando una cannuccia, in modo che quest’ultime non vengano a contatto con i denti. Successivamente, sarebbe comunque buona norma sciacquare bene la bocca con acqua naturale, a temperatura ambiente.

I cibi da evitare dopo lo sbiancamento dentale

Oltre a bevande e abitudini da evitare dopo lo sbiancamento dentale, ci sono anche alcuni cibi da non inserire nella dieta post-trattamento.  Se si è appena ricorsi all’utilizzo  di uno sbiancante orale, sarebbe bene ridurre il consumo di:

  • Pomodori;
  • Frutti di bosco;
  • Ragù e sughi al pomodoro;
  • Barbabietole;
  • Liquirizia;
  • Curry;
  • Aceto balsamico;
  • Salsa di soia;
  • Cioccolata;

Quelli sopraelencati, sono i principali cibi responsabili dell’ingiallimento dentale. Ovviamente, per mantenere una dieta equilibrata e variata, non è consigliabile eliminarli del tutto dalla nostra alimentazione. Si può però, prestare attenzione a non assumerli subito dopo lo sbiancamento, o comunque nelle ore e nei giorni successivi.

Tutto questo, serve per impedire che le macchie tornino in breve tempo, ma anche per proteggere lo smalto dall’erosione, causata da bevande e sostanze acide, con ph troppo elevato. Per impedire ciò, si consiglia di utilizzare, sia prima che dopo il trattamento sbiancante, un buon dentifricio per denti sensibili, in grado di rimineralizzare lo smalto e difenderlo al meglio da ogni attacco esterno. Puoi trovare i migliori dentifrici desensibilizzanti in QUESTA PAGINA.

Se hai domande riguardo allo sbiancamento dei denti e a cosa evitare di fare dopo il trattamento sbiancante, domandalo al nostro team, nello spazio dedicato ai commenti, sempre a tua disposizione!

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Alito cattivo: come combatterlo. Cause e rimedi efficaci

Parliamo di un problema da non sottovalutare, che affligge e accomuna tante persone: l’alito cattivo. Come Combatterlo? Vediamo quali sono le cause dell’alitosi e i possibili rimedi.

Oggi ci occupiamo di alito cattivo: come combatterlo? Vediamo insieme le più comuni cause dell’alito cattivo e i rimedi per risolvere e migliorare il problema. Ti sarà certamente capitato. qualche volta, di avvicinarti a una persona e sentire che questa ha un odore sgradevole dell’alito, oppure a essere soggetto tu stesso a dover fare i conti con questo spiacevole inconveniente.

A tal proposito, ti diamo una pessima notizia: spesso, chi soffre di alitosi, è l’ultimo ad accorgersene! Purtroppo, difficilmente noi stessi riusciamo a capire se abbiamo veramente l’alito fresco, per cui potrebbe essere utile essere avvisati da qualcuno.

Questa condizione può diventare imbarazzante, mettendo a rischio i rapporti interpersonali e le relazioni con il mondo esterno, per cui vale la pena di risolverla il prima possibile. Una volta individuato il problema, bisogna cercare la causa, per poter mettere in pratica la soluzione più idonea al nostro caso specifico.

Alito cattivo: cause e rimedi

Le cause dell’alito cattivo

Ma quali sono le principali cause dell’alito cattivo?  È fondamentale capire  le motivazioni che  hanno portato l’alterazione dell’odore dell’alito, per poter consigliare come porvi rimedio. Ecco da cosa deriva l’alitosi, in sei punti principali:

  • Accumulo di placca batterica sulle superfici di denti e gengive
  • Disturbi gengivali (come gengiviti o parodontopatia) non adeguatamente curati
  • Assunzione eccessiva di particolari alimenti (aglio, cipolla, spezie, alcolici)
  • Masticare tabacco o fumare sigarette
  • Diete troppo restrittive, che limitino molto l’integrazione di carboidrati
  • Malattie come diabete, mal di gola o infezioni del torace
  • Eccessiva secchezza delle fauci (xerostomia), ovvero elevata scarsità di saliva

Per quanto riguarda il fumo o l’assunzione di alcolici e cibi troppo forti, è facile capire che l’unico rimedio è sospendere o ridurre l’uso di tali sostanze, per poter tornare a sorridere e parlare tranquillamente con gli altri.

Alitosi da scarsa igiene orale: rimedi

I rimedi per l’alitosi derivata da accumuli di placca consistono innanzitutto nel cominciare a lavare bene i denti con spazzolino e un apposito dentifricio antiplacca, per almeno tre volte al giorno, o comunque dopo ogni pasto principale.

Essenziale è l’utilizzo del filo interdentale, che non deve mai mancare in un corretto programma di igiene orale. Inoltre, è necessario recarsi ogni sei mesi dal proprio dentista di fiducia, per sottoporsi a una seduta di igiene professionale, durante la quale verranno rimossi i depositi di placca ormai induriti (tartaro), impossibili da rimuovere manualmente a casa.

Alitosi: come combatterla

Se la causa dell’alito cattivo proviene da problemi gengivali come gengiviti o parodontopatie in corso, è necessario trattare il problema, recandosi da uno specialista, il quale provvederà a curare prima la malattia dentale, poi a consigliarvi su come mantenere una buona igiene dentale e non avere ricadute. Sì, perché non tutti sanno che una delle prime cause della gengivite o della parodontopatia (comunemente detta piorrea), è una cattiva igiene orale.

Per chi soffre di xerostomia (salivazione scarsa), oltre ad accertarsi della effettiva provenienza della problematica, si consiglia di provare a bere molta acqua o mangiare caramelle senza zucchero. Altri rimedi per aumentare la salivazione e dunque sconfiggere l’alitosi, potrebbero essere aumentare l’umidità dell’aria nella stanza in cui si dorme, tramite l’impiego di vaporizzatori o umidificatori. Inoltre, è possibile acquistare, in farmacia o online, specifici collutori o gel idratanti, pensati proprio per reidratare le mucose della bocca.

Oltre al normale lavaggio dei denti, consigliamo di coadiuvare l’igiene con un buon collutorio antibatterico e antiplacca, contenente principi attivi come la clorexidina, scoprili cliccando quiNell’attesa di risolvere la gengivite o di completare i trattamenti  professionali sui tessuti parodontali, il problema dell’alitosi può essere alleviato mediante l’uso di spray o compresse salva-alito, acquistabili in farmacia, ma  disponibili anche per l’acquisto online.

Tali prodotti, sono principalmente composti da oli essenziali, come quello di Cardamomo, oppure estratti di Clorofilla, che si trova anche sotto forma di barrette o compresse masticabili. Queste soluzioni potrebbero, nel frattempo, risultare davvero utili per vivere più serenamente e affrontare con maggiore tranquillità il contatto con le persone che ti circondano.

 

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Sbiancamento dentale: come si fa e cosa usare

Come si fa lo sbiancamento dentale? E cosa usare per ottenere un sorriso bianchissimo, da mostrare con orgoglio?

Sbiancamento dentale: come si fa e cosa usare per poter tornare a sorridere senza doversi preoccupare di mostrare denti ingialliti? Il sorriso è senz’altro il più grande biglietto da visita, l’accessorio che portiamo sempre con noi e che ci aiuta a presentarci alle altre persone.

Mostrare un sorriso sicuro e spontaneo, è un asso nella manica, per colpire e fare una buona prima impressione, sia che si tratti di una conoscenza, di un colloquio di lavoro o di un appuntamento amoroso.

Ma, cosa fare se non abbiamo più denti bianchi e belli come un tempo e guardandoci vediamo con amarezza uno smalto ingiallito o tendente al grigio? Niente panico, esiste senz’altro il trattamento sbiancante che fa al caso tuo.

Perché ricorrere allo sbiancamento dentale

Quando e perché ricorrere allo sbiancamento dentale? Innanzitutto bisogna fare una distinzione, tra denti macchiati e denti gialli, scuriti o che comunque abbiano cambiato tonalità. Nella prima eventualità, in particolare se si fa largo uso di sostanze fortemente pigmentate, bevande che macchiano come tè o caffè e fumo, potrebbe essere sufficiente rimuovere le macchie superficiali.

Questo sarà possibile, tramite l’utilizzo di dentifrici al carbone attivo, o di speciali paste da profilassi, come quelle che utilizza il dentista. Potrebbe bastare recarsi in studio per sottoporsi a una seduta di igiene orale, per risolvere il problema e ritrovare la bellezza del sorriso.  Sbiancare i denti si rende necessario, invece, quando si desidera cambiare il colore dello smalto, schiarendolo di una o più tonalità.

Sbiancamento dentale: cosa usare

Per fare ciò, servono prodotti sbiancanti a base di perossido di carbammide o di idrogeno (acqua ossigenata), oppure di agenti sbiancanti in grado di penetrare nello strato più interno del dente (la dentina).  Ecco che entrano in gioco i trattamenti sbiancanti orali, gli unici che possono agire sulla colorazione vera e propria dello smalto dei denti.

Sbiancamento dentale a led

Se desideri uno sbiancamento dentale efficace e duraturo, scegli lo sbiancamento dentale a led. Molto utilizzato anche dai dentisti, il trattamento sbiancante a led consiste nell’applicazione di un gel molto concentrato sulla superficie dei denti, attivandolo durante il tempo di posa tramite uno speciale dispositivo che emette una luce blu a led.

Quest’ultima, permette al gel di penetrare più velocemente e a fondo all’interno dello smalto, diminuendo i tempi di posa e regalando un effetto più visibile e naturale, rispetto ad altri tipi di prodotto sbiancante. Lo sbiancante a led domiciliare è dotato di una piccola e maneggevole lampada, munita di beccucci di plastica morbida, che la rendono pratica e comoda da tenere in bocca, durante tutto il tempo di posa.

Sbiancamento dentale a led

Questa luce blu a led viene collegata a dei bite in silicone o plastica morbida, che vengono forniti insieme ai migliori kit sbiancanti a led e all’interno dei quali deve essere distribuito il gel sbiancante. I tempi di posa sono di circa 30 minuti, per un totale di 10-15 giorni consecutivi di utilizzo. Ovviamente, tali tempi variano da prodotto a prodotto, in base alle marche e al kit di sbiancamento dentale a led prescelto.

Penna sbiancante denti

La penna sbiancante per i denti, ti può aiutare se desideri schiarire lo smalto di un paio di tonalità e cerchi un prodotto più facile da utilizzare e con tempi di posa più brevi degli sbiancamenti led. Un comodo applicatore a forma di penna ti aiuterà a distribuire il prodotto sbiancante sulla superficie dentale, proprio come se fosse un correttore. Solitamente, all’interno delle penne sbiancanti è inserito un gel piuttosto denso, al fine di impedire al prodotto di colare o gocciolare all’interno della bocca o sui vestiti.

Sbiancamento dentale penna sbiancante

Alcuni trattamenti sbiancanti orali in penna funzionano come dei cosmetici per il sorriso. Effettuano cioè una specie di make up temporaneo, attraverso sostanze azzurranti, in grado di contrastare, per effetto ottico, il giallo dello smalto. Questo tipo di penne sbiancanti hanno perciò un effetto assolutamente temporaneo ma allo stesso tempo immediato, come la penna sbiancante Mentadent White Now Touch, che puoi trovare qui. Questa soluzione è perfetta per ritocchi dell’ultimo minuto, quando hai una cena o un appuntamento improvviso e vuoi mostrare denti bianchissimi. Se invece vuoi una soluzione più definitiva e hai pazienza di attendere i risultati, opta per le penne sbiancanti che contengono sostanze schiarenti, come quelle contenute in MeaWhite Pen. Puoi leggere qui la recensione di questo prodotto.

Se vuoi saperne di più sullo sbiancamento dentale, consulta le altre pagine del sito, all’interno delle quali potrai trovare consigli, opinioni e recensioni sui prodotti sbiancanti provati dai componenti del nostro team. Inoltre, siamo curiosi di sapere: tu hai già provato a sbiancare i denti? E quale è stata la tua personale esperienza? Raccontacelo nello spazio riservato ai commenti!

Vedi anche: sbiancare i denti senza rovinare lo smalto.

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Denti bianchi: quali sono i prodotti da usare e quali da evitare

Scopriamo insieme come avere denti bianchi e un sorriso sano. Quali prodotti usare e quali evitare per sbiancare i denti in sicurezza?

Come avere denti bianchi, preservando la salute dello smalto? Molto spesso ci scrivete per chiederci un rimedio per combattere l’ingiallimento dei denti, tramite l’utilizzo di prodotti che non compromettano né la salute del tessuto dentale, né le gengive che lo circondano.

Ecco perciò, un elenco di prodotti da usare, ma anche da evitare, per arrivare ad avere un sorriso bianco, rispettandone la salute sotto ogni aspetto.

Denti ingialliti: quali possono essere le cause

Iniziamo cercando di capire quali possono essere le  più probabili cause dei denti ingialliti. Per prima cosa, è bene sapere che non tutte le persone possiedono denti naturalmente bianchi: il colore dello smalto varia da individuo a individuo, In base al patrimonio genetico ereditato, alcuni soggetti possono avere per natura un colore dei denti più scuro e opaco di altri.

Denti bianchi: quali prodotti usare

Quando però, il colore originario è candido e con il passare del tempo tende a ingiallire, le cause sono da ricercarsi nell’alimentazione, nello stile di vita e nello stato di salute. Una delle principali cause dell’ingiallimento dentale è senza dubbio l’assunzione di sostanze che macchiano lo smalto. Uno dei  principali nemici dei denti è il fumo, il quale, esercita un’azione deleteria per l’intera bocca, oltre a favorire la formazione di antiestetiche  macchie scure, difficili da rimuovere. Anche l’abitudine di masticare tabacco (sempre più diffusa) porta a discromie dentali e alla formazione di macchie dello smalto.

Un’altra condizione che può portare all’ingiallimento dei denti, è l’assunzione di particolari farmaci, in particolare alcuni tipi di antibiotici, quali ad esempio quelli composti da Amoxicillina  e Acido Clavulanico, combinati insieme, oppure il Linezolid, entrambi molto utilizzati per curare infezioni alle vie respiratorie e cutanee.

L’invecchiamento è un altro fattore da tenere in considerazione: lo smalto dentale ingiallisce con il passare del tempo, naturalmente o per colpa dell’usura, accentuata in alcuni soggetti, da cattive abitudini come il bruxismo. Il digrignamento dei denti diurno o notturno, porta infatti a una progressiva diminuzione dello spessore del tessuto dentale, il quale, assottigliandosi sempre più, perde buona parte dello smalto (la sostanza che rende bianco il dente), lasciando trasparire in tal modo la dentina (la parte più interna del dente, scura per natura).

I prodotti da usare per avere denti bianchi

Quali sono i prodotti da usare per avere denti bianchi? Senza dubbio, una tra le prime regole per combattere l’ingiallimento dei denti è mantenere una buonissima igiene orale. Placca e tartaro sono i principali nemici da sconfiggere, al fine di ottenere e conservare un sorriso sano e gradevole da vedere.

Dunque, per prima cosa bisogna sempre trovare il giusto tempo da dedicare alle quotidiane manovre di pulizia orale, tramite l’utilizzo di spazzolino, dentifricio e, importantissimo, filo interdentale. Anche il collutorio può rivelarsi un prezioso alleato del benessere della bocca, ma attenzione: alcuni collutori sono indicati esclusivamente per l’impiego in periodi di breve durata, altrimenti il rischio è quello di ottenere l’effetto opposto.

Denti bianchi: come fare per averli

I collutori alla clorexidina, infatti, sono ideali e largamente impiegati con successo nel trattamento dei problemi gengivali, come la gengivite, ma bisogna fare molta attenzione a rispettare i tempi di posa e i giorni di assunzione, prescritti dal dentista di fiducia. Esistono dei collutori sbiancanti senza alcool, studiati appositamente per favorire il mantenimento del bianco naturale dello smalto, puoi conoscere quali sono cliccando qui.

Dentifrici sbiancanti e al carbone attivo: sì o no?

In fatto di dentifrici, è bene invece non abusare dei prodotti particolarmente ricchi di agenti abrasivi. Alcuni dentifrici sbiancanti, infatti, sono tendenzialmente sconsigliati, poiché tendono a rovinare progressivamente lo smalto (in particolare quelli che contengono perlite o, peggio, particelle di pomice). Il rischio è quello di graffiare superficialmente il dente, ottenendo, nel tempo, soltanto il risultato di uno smalto poroso e tendente a macchiarsi ancor più di prima.

Se hai l’abitudine di utilizzare dentifrici white o ultra-white, limitane l’uso nel tempo, sostituendoli periodicamente con dentifrici più delicati, avendo cura di bagnare lo spazzolino prima di iniziare il lavaggio, per diminuire l’attrito, quindi la potenziale azione abrasiva del prodotto.

Lavare i denti con il dentifricio al carbone attivo, può essere un buon compromesso per ottenere un sorriso luminoso e pulito, in sicurezza e al contempo senza danneggiare la superficie dentale. Ecco  da cosa è composto e come si usa il dentifricio nero al carbone attivo.Dentifricio nero al carbone attivo

Tutto quello che abbiamo scritto in questo paragrafo, serve a mantenere il bianco naturale del sorriso, agendo sulla sua brillantezza, è utile a rimuovere o prevenire le macchie superficiali o da nicotina, ma non schiarisce il colore dello smalto, che resta comunque della stessa tonalità, pur apparendo meno opaco e grigio.

Denti bianchi: i trattamenti sbiancanti fai da te e professionali

Per sbiancare i denti in maniera decisa, schiarendo il colore di una o più tonalità, ci sono i famosissimi trattamenti sbiancanti domiciliari e professionali, da fare a casa o dal dentista. Ma lo sbiancamento dentale è dannoso per i nostri denti? La risposta è: dipende da come viene effettuato! Tanti non sanno che, prima di intraprendere un trattamento sbiancante orale, è assolutamente indicata un’adeguata preparazione, a partire soprattutto dall’alimentazione.

Come ti abbiamo spiegato nel precedente articolo sbiancare i denti senza rovinare lo smalto, per avere denti bianchi e sani, è necessario evitare  l’assunzione di alcune sostanze , nei giorni che precedono l’applicazione di qualsiasi prodotto sbiancante, in particolare di cibi, bevande acide e caffè. Inoltre, la scelta del giusto sbiancamento dentale, deve essere fatta con attenzione, in base ai risultati che si vogliono ottenere, ma anche al tempo che siamo disposti a investire per ottenere un sorriso perfetto.

Ovviamente, anche il prezzo del trattamento gioca il suo ruolo e, se per ovvi motivi dal dentista il costo è maggiore, gli sbiancamenti domiciliari costano sicuramente di meno, ma necessitano di tempi di applicazione più lunghi e assolutamente costanti. Inutile spendere di meno, ma non avere il tempo da dedicare all’applicazione quotidiana del prodotto: gli sbiancanti orali fai da te funzionano soltanto se si rispettano alla lettera i tempi di posa e la frequenza di trattamento.

Denti bianchi: sbiancamenti a led

Uno sbiancamento dei denti in studio, può costare tra le 300 e le 400 euro, ma bastano circa 3 applicazioni per avere un sorriso bianco e perfetto, mentre, i gel sbiancanti da fare a casa, prevedono dai dieci ai quindici giorni di applicazione, con sedute quotidiane di 30-40 minuti. I moderni sbiancanti orali domiciliari dotati di luce a led, consentono di ridurre i tempi di posa fino a 20 minuti, a seconda del prodotto, regalando prestazioni sicuramente migliori di altri. Leggi qui come funzionano gli sbiancamenti con luce a led.

Denti bianchi: quali prodotti evitare

In generale, per mantenere i denti bianchi e lo smalto lucido, sconsigliamo di evitare le seguenti abitudini e i seguenti prodotti, limitandone l’assunzione e l’utilizzo:

  • Consumo eccessivo di cibi e bevande  molto acide (succhi di frutta o di limone, caffè e bibite gassate).
  • Utilizzo di dentifrici sbiancanti troppo aggressivi o detergenti abrasivi sui denti, così come la polvere di bicarbonato, assolutamente sconsigliata.
  • Fumo , compreso il tabacco da masticare.
  • Spazzolini consumati o troppo duri, che potrebbero graffiare la superficie dello smalto.

Inoltre, per non rischiare di rovinare il sorriso, è utile evitare tutti quegli sbiancamenti dentali che promettono miracoli in pochissime applicazioni: per schiarire lo smalto, in particolare a casa, serve senz’altro un prodotto sicuro, ma anche costanza e pazienza, non finiremo mai di ripeterlo!

E tu, quale di questi consigli stai già seguendo per avere denti bianchi e belli? Hai altri suggerimenti per mantenere la bellezza del tuo sorriso e vuoi comunicarceli? Lo spazio per i commenti è a tua disposizione.

 

 

 

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Dentifricio al carbone attivo: come si usa per sbiancare i denti?

Dentifricio al carbone attivo: vediamo insieme come si utilizza per sbiancare i denti e le sue caratteristiche

Anche tu hai sentito parlare del dentifricio al carbone attivo e vuoi saperne di più?  In questo articolo ti spieghiamo cos’è, quali sono i vantaggi e come si usa il carbone attivo sui denti.

Sicuramente si tratta di un prodotto che attira l’attenzione: chi di noi non non ha visto, almeno una volta, quella pubblicità in cui i denti vengono lavati con una pasta nerissima? Ultimamente questo dentifricio sbiancante si sta facendo notare, probabilmente anche grazie al suo insolito colore, che incuriosisce i possibili acquirenti.

Iniziamo spiegando che cos’è il carbone attivo: si tratta di un composto vegetale, contenente principalmente carbonio amorfo, dall’aspetto molto simile al carbone normalmente utilizzato nei barbecue per cuocere il cibo. Per produrlo, il carbone viene scaldato tramite l’impiego di un particolare gas , in grado di creare nel minerale larghi pori, intrappolandovi all’interno alcune sostanze chimiche.

Per questo motivo il carbone attivo è dotato di grandissime proprietà assorbenti e deodoranti, che lo rendono un elemento di largo impiego, in molti ambiti.

Dentifricio nero al carbone attivo: come si usa

Il carbone attivo vegetale, impiegato come dentifricio, smacchia e sbianca i denti in modo naturale e piuttosto semplice. Parliamo di un trattamento utilizzabile praticamente da chiunque abbia il desiderio di migliorare l’aspetto del proprio sorriso, attenuando le macchie superficiali dello smalto.

L’uso del dentifricio nero al carbone attivo è semplicissimo:

  • Bagnare lo spazzolino da denti con acqua tiepida corrente.
  • Depositare una piccola quantità di carbone attivo sullo spazzolino.
  • Spazzolare i denti delicatamente con movimenti circolari, senza fare troppa pressione per non rovinare lo smalto.
  • Una volta che i denti saranno completamente “neri” e coperti di prodotto, lasciare il prodotto in posa e attendere due o tre minuti, per dar modo al dentifricio di legarsi alle macchie dentali.
  • Sciacquare i denti più volte per eliminare completamente i residui di prodotto, finché il sorriso non sarà tornato bianco.
  • Utilizzare il dentifricio al carbone attivo una volta al giorno, per un periodo di circa due settimane.

Dopo due settimane di trattamento sbiancante dentale con il carbone attivo, i tuoi denti appariranno più luminosi e splendenti, le macchie superficiali saranno attenuate e il colore dello smalto sembrerà di conseguenza più bianco. Ovviamente, per cambiare il colore dei denti o schiarirlo di una o più tonalità, serve un vero e proprio sbiancamento dentale ma, se l’obiettivo è quello di migliorare l’aspetto del sorriso, puoi provare da subito a utilizzare il dentifricio nero al carbone attivo!

Il sapore è piuttosto gradevole ed è indicato anche per mantenere i risultati ottenuti con altri trattamenti sbiancanti più profondi.  E tu, hai già provato il carbone attivo vegetale sui tuoi denti? Facci sapere cosa ne pensi, lasciando un commento in fondo a questo articolo.

Vedi anche:

Spazzolino elettrico: perché sceglierlo, come si usa e quali sono i migliori

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Denti bianchi a casa o dal dentista – Prezzi e info per scegliere

Quali sono i prezzi di uno sbiancamento dentale? E come scegliere il trattamento adeguato per ottenere in tutta sicurezza denti bianchi, a casa o dal dentista? Scopriamolo insieme in questo articolo

Avere denti bianchi è il sogno di molte persone, ma come possiamo fare per ottenerli? Un sorriso bello e sano è il più  grande biglietto da visita, un modo di presentarsi al meglio, in grado di infondere fiducia e sicurezza in sé stessi.

Denti bianchi: prezzi e informazioni sullo sbiancamento dentale

Spesso però, complice il passare del tempo, lo stile di vita, l’assunzione di bevande colorate o l’utilizzo costante di sigarette, la nostra dentatura assume un colorito giallognolo, o peggio, tendente al marroncino.

Questo rovina irrimediabilmente il nostro sorriso, perciò via a cercare rimedi e trattamenti per far tornare lo smalto al candore iniziale. Ma come orientarsi? Quanto costa lo sbiancamento dentale? Meglio farlo a casa o recarsi dal dentista? Ecco una guida per fare chiarezza e aiutarti a scegliere il sistema sbiancante più adatto a te.

Denti bianchi a casa: i trattamenti fai da te

Molti utenti cercano informazioni sui trattamenti sbiancanti fai da te. Questo accade in particolar modo per mancanza di tempo, ma anche perché recarsi dal dentista può essere fonte di disagio per alcuni pazienti particolarmente ansiosi.

Sbiancare i denti a casa è possibile, bisogna però avere cura di scegliere i prodotti giusti e soprattutto di utilizzarli nel modo corretto.  È importante mettere sempre al primo posto la salute dei denti, perciò mai oltrepassare i tempi di posa, né eccedere con le dosi di prodotto consigliate e con la frequenza di applicazione.

Questa è la prima regola, la seconda è conoscere come funziona un trattamento sbiancante domiciliare, che si trova principalmente di due tipologie:

  • Trattamenti sbiancanti  senza perossido; i più delicati sullo smalto. Questi prodotti necessitano di applicazioni più frequenti e tempistiche più lunghe per ottenere risultati, ma certamente  danno meno problemi di sensibilizzazione dentinale.
  • Sbiancamenti domiciliari con perossido di idrogeno o carbammide; più veloci da effettuare, con tempi di posa più brevi. La concentrazione di perossido solitamente è intorno al 10%, perciò non altissima, bisogna comunque rispettare alla lettera tempi di posa e istruzioni.

Trattamenti sbiancanti domiciliari: prodotti e costi

I trattamenti sbiancanti domiciliari più efficaci sono decisamente i moderni sbiancanti con luce a led. Si tratta di gel da applicare su una mascherina, attivabili con una luce blu che accelera il processo, permettendo inoltre una schiaritura più uniforme. Questi prodotti permettono di avere denti bianchi in circa 10 giorni di trattamento e costano mediamente tra le 20,00 e le 70,00 euro a kit.

Ci sono poi le penne sbiancanti, molto più pratiche e veloci da utilizzare, indicate in quei casi in cui la necessità sia quella di restituire brillantezza allo smalto e rendere meno evidenti le macchie superficiali. Lo sbiancamento in penna non è indicato per chi vuole ottenere denti più bianchi di 3 o più tonalità, ma è un rimedio veloce da adottare ad esempio prima di una serata importante. Il prezzo di una penna sbiancante si aggira intorno alle 10,00-15,00 euro.

Un’altra alternativa sono le strisce sbiancanti: si tratta di particolari strisce adesive da far aderire all’esterno dell’arcata, da lasciare agire tutta la notte o per qualche ora, a seconda del prodotto scelto. Le strisce hanno occasionalmente il difetto di sbiancare leggermente a chiazze, in modo non molto uniforme, questo dipende solitamente da come vengono applicate sui denti. Il costo delle strisce è di circa 15,00 euro.

Sbiancamento dal dentista: come funziona e quanto costa

Lo sbiancamento dal dentista si svolge all’interno dello studio odontoiatrico, con una frequenza di una volta a settimana e una durata di tre o quattro sedute di trattamento. Il principio attivo impiegato è perossido di idrogeno o di carbamide, in concentrazione piuttosto alta, intorno al 30-35%.

Questa concentrazione è necessaria per poter ottenere denti bianchi in sole 3 visite dal dentista, ma ogni studio è dotato di apposite dighe dentali per non far andare il gel a contatto con le mucose o i tessuti molli.

Questo perché il gel sbiancante in concentrazioni così alte potrebbe bruciare gengive e labbra, causando grossi problemi di irritazione e ipersensibilità. L’operatore si occuperà di sigillare il tessuto gengivale, per poi procedere all’applicazione del gel.

In molti casi, per attivare il prodotto vengono utilizzate apposite lampade con luce a led, UV o laser, in grado di ridurre sensibilmente i tempi di applicazione, che si aggirano sui 40 minuti a seduta.

Un minimo di sensibilizzazione è comunque normale dopo ogni applicazione e si può protrarre per una settimana, per questo sarà opportuno seguire alcuni consigli per sbiancare i denti senza rovinare lo smalto, come ad esempio seguire un’apposita dieta nei 10 giorni che precedono la seduta, evitando tutte le bevande e sostanze acide.

Prima di procedere al lavoro, il dentista verificherà se sono presenti otturazioni o ricostruzioni sui denti visibili, procedendo a rifarle dopo la fine delle applicazioni, dato che tali restauri manterranno il loro colore originario.

Il costo complessivo di uno sbiancamento dentale dal dentista può aggirarsi sulle 300,00-400,00 euro, ma ovviamente ogni professionista applicherà un suo personale tariffario.

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Come sbiancare i denti a casa: costi e prodotti consigliati

Come sbiancare i denti a casa? Vediamo insieme i costi e i migliori prodotti da utilizzare per ottenere denti più bianchi senza dover necessariamente ricorrere al dentista

Come sbiancare i denti a casa in modo efficace e nel rispetto della salute del tuo sorriso? Oggi ci occuperemo dei costi e dei migliori prodotti da acquistare per effettuare lo sbiancamento domiciliare.

Nell’articolo precedente abbiamo parlato delle precauzioni da prendere per sbiancare i denti senza rovinare lo smalto, con importanti suggerimenti da seguire sia prima che dopo l’utilizzo di qualsiasi tipo di trattamento sbiancante.

Abbiamo anche detto che ottenere un sorriso più bianco a casa è possibile, basta affidarsi ai giusti prodotti e seguire alla lettera le istruzioni, i tempi di posa e la frequenza di applicazione degli stessi. Ma quale trattamento scegliere?

I migliori prodotti per sbiancare i denti a casa

Gli sbiancamenti domiciliari più efficaci, secondo l’opinione del nostro team che li ha testati, sono senz’altro i trattamenti sbiancanti con luce a led. Questo nuovo modo di rendere i denti bianchi a casa accomuna infatti sempre di più la tecnica domiciliare a quella professionale, utilizzata dal dentista. La lampada a led che i prodotti sbiancanti di nuova generazione hanno in dotazione, è simile a quella che puoi trovare in studio.

Per questo motivo gli sbiancanti con led stanno avendo tanto successo, ma non solo: la luce blu a led dimezza i tempi di posa classici, andando a potenziare l’azione dei vari gel sbiancanti. Così, permettono loro di funzionare più velocemente, con l’ulteriore vantaggio di permettere ai prodotti di stare per minor tempo a contatto con le gengive.

Il migliore kit sbiancante a led, tra quelli testati finora dal nostro team, è senza dubbio Just Pure Hut Kit Led.  Un prodotto sicuro ed efficace al tempo stesso, che schiarisce di almeno 2 tonalità senza recare danni allo smalto.

Secondo classificato risulta essere il kit sbiancante con luce a led Briyte. Anch’esso un ottimo prodotto, che ci ha lasciato piuttosto soddisfatti in termini di risultato e facilità di utilizzo.

Sbiancamenti domiciliari: costi e dove acquistare

I kit con luce a led per sbiancare i denti a casa hanno un costo medio che va dalle 10,00 alle 80,00 euro, a seconda degli accessori e della quantità di prodotto contenuta nel kit, ma anche della marca.

Il kit sbiancante Isuda Teeth Whitening ha un costo che si aggira sui 20,00 euro e un rapporto qualità prezzo eccezionale. Se utilizzato con costanza, riesce a sbiancare i denti e a renderli molto più brillanti in 10 giorni di utilizzo.

Un altro sbiancante dentale domiciliare tra i più economici, ma anche tra i più efficaci, è Glam WhiteQuesto kit è forse quello che dona i risultati migliori, tra quelli testati dal nostro team.

Just Pure Hut Kit led costa circa 70,00 euro, ma su Amazon puoi trovarlo in promozione al prezzo di circa 35,00 euro, con un’offerta prova che comprende una penna sbiancante in omaggio.

Il prezzo di Briyte Kit con led si aggira invece sulle 80,00 euro. Anche in questo caso, per questo mese è in corso una promozione e puoi acquistarlo al costo di 30,00 euro, in offerta prova.

In alternativa, puoi acquistare i kit per sbiancare i denti a casa nelle migliori Farmacie o Para-Farmacie.

E tu hai mai provato uno o più sbiancamenti domiciliari? Siamo curiosi di sapere se sei rimasto soddisfatto e se li riacquisteresti, oppure se hai consigli da dare ai nostri lettori su come sbiancare i denti a casa efficacemente e in sicurezza.